Sono
e lo mostro
estro di un martire
comunista assediato nella giungla
albero confidente ed ascetico
il figlio, per sbaglio, mai nato
l'amato
Il travestito che muore stuprato
tra la folla, l'uovo di balena
Mille volti e risvolti ed uno: le ossa
Corriere di dolore rannicchiato
tra nervi ipertesi nella corsa che brucia
e veloce scaglia l'andrei nell'andato
tra moccini sul muso da sorrisi firmati
nell'indolore vento d'un treno che sfiora il mio naso
E forse son stato
Alterego è un angolo di luce, dove le parole si raccolgono come foglie e spogli s'annidano i pensieri
giovedì 10 febbraio 2011
mercoledì 9 febbraio 2011
Resistenze senza attese
Ci sono sempre fogli
a fine blocco
di resistenza rossa
ultimi
da non lasciarsi scrivere
per dare vita ad una voce
da tramandare
già antica come leggenda
ché storia, profumo di festa
e feste passate
di griglie accese e alcol
sui marciapiedi la fame
peyote, botte, dignità
e purezza umile
come di terra
brulla e libera
che non s'attende niente
a fine blocco
di resistenza rossa
ultimi
da non lasciarsi scrivere
per dare vita ad una voce
da tramandare
già antica come leggenda
ché storia, profumo di festa
e feste passate
di griglie accese e alcol
sui marciapiedi la fame
peyote, botte, dignità
e purezza umile
come di terra
brulla e libera
che non s'attende niente
martedì 8 febbraio 2011
Anime appese
Su funivie di sovrapensieri
vedo i volti penduli
e non si voltano:
assenti e astratti
come schiere arlecchine
in sangue colante
di pose future
Soffoca l'intento
tra lingue bagnanti
in affanni ed apnee
nel dire l'assente
Si annoia
si torce il cuore
e non lacrima Cristo
tra maschere plastiche
che si abbinano all'anima.
vedo i volti penduli
e non si voltano:
assenti e astratti
come schiere arlecchine
in sangue colante
di pose future
Soffoca l'intento
tra lingue bagnanti
in affanni ed apnee
nel dire l'assente
Si annoia
si torce il cuore
e non lacrima Cristo
tra maschere plastiche
che si abbinano all'anima.
Angoscia (per gioco: duettando con Charles)
Mentre formiche, le cellule, nel loro fare torpide,
che nella mia carne della morte son misura minima
e dalle punte trasuda fiele e sangue come un'attesa
tenebra diviene un globo, strappato alle mie palpebre
Mentre dal cranio scosso non crolla un pensiero,
come magone senza rigurgito, sazio di veleno
e confuso al respiro un sorso, raccolto dal fondo,
nel dimenticato pianto, s'arrende il mio fondere
E mentre al pianto che sintonizza i plumbei
diviene un suono lugubre, l'inespresso e il detto
ed un rifugio non è al silenzio
dei doloranti occhi, nello stridor di denti...
e si lacerano le vesti al vento dell'inferno
e s'apre il petto, il ventre, mostrando organi,
bucati come da vermi, putrescenti, violacei osceni,
come morenti meduse al sole
Così l'irruente falce mozza i tormenti
e nel rotolar di teschi navigano i pensieri
senza ricordi nel perpetuare diverso
d'una straniera anima tra i mutilati spersa.
che nella mia carne della morte son misura minima
e dalle punte trasuda fiele e sangue come un'attesa
tenebra diviene un globo, strappato alle mie palpebre
Mentre dal cranio scosso non crolla un pensiero,
come magone senza rigurgito, sazio di veleno
e confuso al respiro un sorso, raccolto dal fondo,
nel dimenticato pianto, s'arrende il mio fondere
E mentre al pianto che sintonizza i plumbei
diviene un suono lugubre, l'inespresso e il detto
ed un rifugio non è al silenzio
dei doloranti occhi, nello stridor di denti...
e si lacerano le vesti al vento dell'inferno
e s'apre il petto, il ventre, mostrando organi,
bucati come da vermi, putrescenti, violacei osceni,
come morenti meduse al sole
Così l'irruente falce mozza i tormenti
e nel rotolar di teschi navigano i pensieri
senza ricordi nel perpetuare diverso
d'una straniera anima tra i mutilati spersa.
lunedì 7 febbraio 2011
L'amante bambino
http://www.youtube.com/watch?v=CaT86mk9gj8
Ti amo
bambina
Nel sole notturno
il più taciturno
ti voglio vicina
Perle in contorno
o nuda in distorno
ti apro il cammino
Sguardo tuo fermo
in occhi di marmo
ti sento, regina
Cercando nel giorno
il cielo più scarno
ti cedo, moina
E' caldo l'inverno
nel mare tuo calmo
ti amo, eroina
Mostrami il palmo
darò al tuo destino
l'amante bambino
Ti amo
bambina
Nel sole notturno
il più taciturno
ti voglio vicina
Perle in contorno
o nuda in distorno
ti apro il cammino
Sguardo tuo fermo
in occhi di marmo
ti sento, regina
Cercando nel giorno
il cielo più scarno
ti cedo, moina
E' caldo l'inverno
nel mare tuo calmo
ti amo, eroina
Mostrami il palmo
darò al tuo destino
l'amante bambino
domenica 6 febbraio 2011
La Musa- Soledad: quel poco tempo
Un aperitivo dalle sei, scalzo in riva al mare,
mentre l'aperto condiziona col suo colore:
dall'ocra al torpore della nuda anima serale
e la sfuggente notturna, da cercare con le mani,
nella carne salmastra, stremata da un freno tirato a lungo,
che allenta lasciando il profumo nel vento
scuro dei baci di mezzanotte.
Passa tra i tuoi capelli, come anima, accarezza i pensieri,
dolce della malinconia e di tutte le assenze vissute e avvenire;
un istante sono Dio
tra le tua labbra, con le mie mani strette sul tuo viso.
Violenta come tempesta di luglio, voglio sentirmi padre
e tu madre dell'amore che mai nascerà, nel perpetuo increspare,
e tornare, e andare di onde sulla riva
asciugarsi di sabbia
appena bagnata
sempre in silenzio, cercando una lingua
che sciolga la gola; per un momento tuo
Appesa alle foglie
Bianca
come ieri stai, mentre l'aria
stanca di vita, arresa, se ne andava
appesa alle foglie, risollevate
e posate, appena, al giardino
nell'ondulare del tempo
Serena dormivi, leggera sulle sfere
radicando i tuoi capelli nei miei occhi
le tue ciglia lo sperare.
come ieri stai, mentre l'aria
stanca di vita, arresa, se ne andava
appesa alle foglie, risollevate
e posate, appena, al giardino
nell'ondulare del tempo
Serena dormivi, leggera sulle sfere
radicando i tuoi capelli nei miei occhi
le tue ciglia lo sperare.
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